Monica Mazzucchelli

“Sostenibilità come approccio olistico e complementare.
Un cantiere verticale da integrare con i piani strategici e industriali delle imprese
.

Laureata in Scienze Politiche, già assistente di Procedura Penale presso l’Università Statale di Milano, è specializzata in consulenza strategica per lo sviluppo sostenibile e corporate governance. Durante la sua esperienza lavorativa ha supportato imprese e multinazionali di medie e grandi dimensioni. È Partner e Managing Director di CONSULNET ITALIA Board Member, Co-Founder and Operations Director di Sircle S.r.l. Società Benefit , ed è inoltre membro di CdA e di Organismo di Vigilanza di numerose aziende.
È Coautrice del Modello EASI® , il primo schema di Governance della sostenibilità riconosciuto da Accredia come Sistema di Gestione per le imprese e certificabile da parte di Organismi di Certificazione accreditati.

Oggi siamo chiamati ad affrontare sfide ecologiche e sociali senza precedenti, come il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità e l’esaurimento delle risorse naturali.
“Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura” è la definizione ufficiale di sviluppo sostenibile

In questo scenario, anche le imprese sono impegnate da tempo (oggi in modo piu stringente) ad adottare politiche sostenibili in linea con i principi ESG (Environmental, Social and Governance). Un vero e proprio asset strategico, che, se sviluppato correttamente può rappresentare uno dei più importanti fattori di crescita o di crisi. Ma cosa si intende per sostenibilità aziendale, e a che punto sono le imprese italiane? Per dare corpo, voce e visione a questo tema e al suo “ecosistema di comportamenti” abbiamo scelto di incontrare una protagonista, Monica Mazzucchelli.

Milanese, ispirata dal padre che è stato all’inizio della sua carriera manager di Adriano Olivetti, Monica fonda nel ’96 CONSULNET ITALIA, da quasi 30 anni opera nel settore della consulenza strategica e formazione per lo sviluppo sostenibile delle imprese. Ascoltare Monica è una boccata d’ossigeno in alta quota. Come la sua chiara visione. Passionale, propositiva e con una missione da compiere: promuovere l’affermazione sul mercato di modelli di business sostenibili che coinvolgano trasversalmente tutte le imprese.

“La sostenibilità è per un’impresa riuscire ad essere profittevole e allo stesso tempo essere rispettosi nei confronti dell’ambiente e delle persone e della collettività”, questa è la definizione che ripeti come un mantra….

Si, è vero. Lo ripeto spesso perché ci credo. Anzi ci crediamo, tanto da aver fondato, insieme a Rödl & Partner, Sircle S.r.l., una società benefit che grazie ad un Network di Partner (società di consulenza e organismi di certificazione), promuove sul territorio i principi ESG ed è garante di sostenibilità certificabile. Sircle è infatti schem owner del Modello EASI®, il primo schema di governance della sostenibilità riconosciuto da Accredia come Sistema di Gestione per le imprese ai fini delle Certificazione da parte terza.
Abbiamo selezionato altre società qualificate in grado di parlare di temi ESG, sottolineo questo aspetto in quanto il “boom” della Sostenibilità ha fatto sì che molti si autodefiniscano esperti della materia. Escludendo chi si improvvisa, stiamo cercando di fare network tra esperti di sostenibilità con un approccio olistico e complementare.
Il tema è talmente ampio perché affronta tutte le direzioni-settori di un’impresa (per questo lo definiamo integrato) e quindi interessa le competenze di tutte le diverse funzioni, il bello è proprio questo! Ho terminato da poco un progetto di formazione in collaborazione con Il Sole 24 ore e con Rita Santaniello di Sircle, diretto a dirigenti over 50, per dare loro competenze a livello macro sui temi ESG per poter interagire e comunicare con tutte le generazioni, già impegnate e consapevoli di queste tematiche.

Infatti, rendere la sostenibilità Intergenerazionale e costruire una corretta comunicazione è un’altra sfida?

Certo, si! Proprio qui c’è un tema importantissimo quanto rischioso: quello di comunicare non correttamente tutto ciò che magari è stato “parzialmente” fatto in azienda, creando greenwashing, social washing e pinkwashing…
Il futuro che noi auspichiamo e su cui stiamo concretamente lavorando, sarà quello di riuscire a parlare un linguaggio comune per non incorrere in errori di questo tipo (anche involontari) e affinché quando si parli di sostenibilità non ci si riferisca solo alle questioni ambientali o solo alla parità di genere ma anche a tanti altri temi che rientrano nelle tre dimensioni ESG.
Personalmente, per allargare questa platea consapevole, mi sono messa al servizio delle imprese partecipando come esperto tecnico ai gruppi di lavoro UNI e ISO sui temi della responsabilità sociale al fine di integrare la sostenibilità nei piani strategici delle imprese.
È un percorso.

Un percorso che porta dove?

A un livello più alto.
Vedi, la sostenibilità ti porta a pensare alle azioni concrete che però sono dei cantieri verticali.
Ti spiego: Se tu pensi e progetti l’adozione del pannello solare o della raccolta differenziata, per esempio, e lo metti all’interno di un piano più alto di tipo strategico come il Modello EASI che ti fa ragionare in un’ottica di stakeholder e non in un’ottica di cliente com’era negli anni 80, hai cambiato il modello di progettazione del tuo business. È un cambio culturale! Un approccio meno “tattico” e più strategico.
Per questa ragione siamo stati contattati da EIM, società che oltre 30 anni fa ha inventato l’Executive Interim Management, con la quale oggi SIRCLE è Partner. EIM ha l’obiettivo di trasferire ai manager la cultura sui temi della sostenibilità, affinché questa venga trasmessa alle imprese in cui saranno inseriti. Questo è il problema più grande che c’è in questo momento: chi decide non ha le competenze e chi invece ha le competenze non riesce a parlare con chi decide. E noi proviamo a formare chi decide!
Noi andremo a tappeto su tutte le grandi imprese che sono il 20% rispetto al restante 80% che sono PMI italiane. Anche grazie alle nuove Normative Europee (CSRD e CSDDD), le grandi imprese saranno responsabili nell’ aiutare la catena di fornitura e saranno le vere protagoniste nel prendere decisioni su questi temi. Poi ci si può rivolgere ai fondi di investimento.

I fondi di investimento sono molto sensibili agli indicatori ESG. E pronti a dare fiducia a chi dimostra di crederci.

Si. È vero. E lo stanno diventando ogni giorno di più. Decidono di investire in aziende seguendo dei parametri molto rigidi. Ad esempio, anche grazie all’adozione del Modello EASI, Brandart, grande impresa del packaging di lusso, ha dimostrato di avere un modello di governance accreditato e riconosciuto, tanto che il fondo Tikehau Capital, ne ha acquisito una partecipazione del 25% del capitale sociale.

Che la sostenibilità sia profittevole è confermato allora?

Si. Inoltre, dobbiamo segnalare che dal fronte riconoscimento e serietà nei confronti dei consumatori, (visto e non citando i fatti di cronaca accaduti di recente), con riferimento alle pratiche commerciali potenzialmente ingannevoli, dal Parlamento Europeo è arrivata una bella notizia: I marchi di sostenibilità.
Nello specifico: “I marchi di sostenibilità possono riguardare molte caratteristiche di un prodotto, di un processo o di un’impresa, ed è essenziale garantirne la trasparenza e la credibilità. Pertanto, è opportuno vietare l’esibizione di marchi di sostenibilità che non sono basati su un sistema di certificazione o che non sono stati stabiliti da autorità pubbliche includendo tali pratiche nell’elenco di cui all’allegato I della direttiva 2005/29/CE. Prima di esibire un marchio di sostenibilità, l’operatore economico dovrebbe garantire che, secondo i termini del sistema di certificazione disponibili al pubblico, tale marchio soddisfi condizioni minime di trasparenza e credibilità, compresa l’esistenza di un controllo obiettivo della conformità ai requisiti del sistema”.
Il Parlamento Europeo ha anche aggiornato la direttiva sulla rendicontazione non finanziaria ora definita Direttiva Reporting Societario di Sostenibilità (CSRD, Corporate Sustainability Reporting Directive ) rendendo obbligatori una serie di adempimenti specifici nei reporting di sostenibilità aziendali.

Nel libro che mi hai regalato, Verso un mondo nuovo, scritto durante il lockdown, citi Yuval Noah Harari, parli di fiducia, passione, talento, energia e ci descrivi “la via”…

Si. Ho scritto questo libro a quattro mani con Alessandro Chelo e Andre Percivalle per la Shamba Edizioni. Si, ci aspetta un tempo migliore, ci aspetta un mondo migliore. Ognuno di noi può essere protagonista di questo cambiamento, senza cadere negli stessi errori. La scolta si chiama sviluppo sostenibile. La via è tracciata!
Io ho sempre creduto nelle persone. Nel “L’unione fa la forza”. A questo proposito mi tornano in mente le parole di mio padre che ha avuto la grande fortuna di lavorare con Adriano Olivetti: Innovazione, attenzione alle persone e al sociale. La storia di Olivetti è la storia di responsabilità sociale in Italia. Ha anticipato di mezzo secolo gli obiettivi della Agenda 2023. Oggi, la generazione Z è leader di questi ideali e le imprese sono chiamate a rivedere i loro modelli di business e di governance.  Il percorso è già iniziato e la svolta che stavamo aspettando è oggi alla nostra portata.
Forza!

 

 

Eleonora Diquattro   Journalist | CSR Specialist

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