Il bello di sbagliare

Magari lo avessero pensato i nostri genitori, insegnanti, partner, amici, nemici e capi ufficio. Da quando siamo bambini davanti a un errore, compare un dito puntato che si muove come un metronomo per indicare NO, non è così che si fa, per sottolineare la nostra incapacità, inettitudine, per metterci all’angolo dei sensi di colpa.

Mi trovo costantemente ad affrontare anche nelle aziende situazioni in cui le persone tendono a nascondere gli errori, scaricano la responsabilità di un passo falso, si difendono e sfuggono i labirinti giudicanti costellati da dita puntate contro di loro.

Sappiamo che lo sbaglio ha in sé la potenza del dubbio, della scoperta, dell’evoluzione,  mentre la perfezione è un punto fermo…e i risultati sostenibili si hanno solo quando si smette di temere di sbagliare e si lascia lo spazio a svelare i percorsi mentali che lo hanno prodotto.

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